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Ho tanta merce invenduta, ma è tutta mischiata. Devo davvero contarla e fotografarla per venderla?

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Ho tanta merce invenduta, ma è tutta mischiata. Devo davvero contarla e fotografarla per venderla?

Buongiorno,

ho un negozio di abbigliamento uomo, donna e bambino a Roma e avrei bisogno di eliminare molti articoli che non vendo più.

Ho contattato diversi stocchisti, ma mi chiedono le foto e le quantità. Non riesco a farlo perché sono tutti mischiati e ci vorrebbe qualcuno che venisse a vederli e a farmi un'offerta.

Voi capitate a Roma?

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Buongiorno,

la situazione che descrive è abbastanza comune. Quando un negozio accumula rimanenze per diverse stagioni, può diventare difficile stabilire quanti articoli siano rimasti, soprattutto se comprendono abbigliamento uomo, donna e bambino.

Bisogna però considerare anche il punto di vista dello stocchista.

Prima di organizzare un sopralluogo, l'acquirente deve capire se la merce può interessargli e se la quantità giustifica i costi di trasferta e di un eventuale ritiro.

Per questo vengono richieste fotografie e quantità indicative. Non necessariamente perché si pretenda un inventario preciso, ma perché occorrono alcune informazioni per capire se esistono le condizioni per procedere.

Come presentare uno stock quando non si conoscono le quantità esatte?

Può essere sufficiente, per un primo esame, fornire una descrizione delle categorie presenti, una stima approssimativa delle quantità e alcune fotografie panoramiche degli scaffali, degli espositori o dei locali dove è conservata la merce.

È importante, però, mettere in evidenza gli articoli che si desidera vendere, cercando di mostrare le diverse tipologie e, dove possibile, i modelli presenti.

Queste informazioni possono consentire allo stocchista di capire se lo stock è di suo interesse, ma generalmente non sono sufficienti per formulare una valutazione economica attendibile.

Quando non si riesce ad avere una visione chiara della merce, la difficoltà nel valutarla può portare l'acquirente a rinunciare alla trattativa.

Il problema diventa ancora più evidente quando gli articoli sono conservati alla rinfusa dentro degli scatoloni. Valutare uno stock in queste condizioni è molto diverso dall'esaminare merce esposta sugli scaffali o appesa nel negozio, dove è più semplice riconoscere modelli, tipologie e assortimenti.

Possiamo quindi considerare la presentazione della merce un fattore importante ai fini della valutazione.

Ciò nonostante, uno stocchista esperto e realmente interessato all'acquisto può decidere di proseguire nella trattativa, calibrando la propria offerta sulla base di ciò che è riuscito a verificare e tenendo conto delle incertezze.

Vendere uno stock cercando di realizzare il massimo possibile richiede talvolta un impegno considerevole.

Occorre mettere ordine, selezionare gli articoli, documentarli e rendere la merce facilmente valutabile.

Non sempre, però, il venditore ha il tempo o la possibilità di farlo.

In questi casi può essere più conveniente rinunciare a una parte del possibile realizzo economico pur di risolvere rapidamente un problema di magazzino.

Non esiste una scelta giusta per tutti: ciascuno deve decidere quanto tempo e lavoro dedicare alla vendita e quale risultato vuole ottenere, sapendo che questa decisione può incidere direttamente sull'offerta che riceverà.

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