Bilancia utilizzata per rappresentare la valutazione di uno stock di abbigliamento in base a quantità, stagionalità, assortimento, brand e qualità della merce.

Valutazione stock: perché non esiste un prezzo automatico

Come si valuta uno stock di abbigliamento?

Titolari di negozi, produttori e distributori si chiedono spesso quanto possa valere una rimanenza di magazzino. La risposta, però, non è mai immediata.

Nella valutazione di uno stock non esiste un parametro unico capace di determinare il valore della merce. Quantità, stagionalità, assortimento, provenienza, marchi, qualità del prodotto e possibilità di ricollocamento sul mercato sono solo alcuni degli elementi che incidono sulla commerciabilità di un lotto.

Per questo motivo due stock apparentemente simili possono ricevere valutazioni molto diverse.

In questa guida vedremo quali sono i principali fattori che uno stocchista prende normalmente in considerazione quando analizza una proposta di acquisto.

La quantità come viene considerata

La quantità deve sempre essere rapportata alla composizione della merce.

Facciamo un esempio.

Uno stock composto da circa 400 pezzi provenienti da un negozio e distribuiti su due stagioni differenti potrebbe indicare una presenza limitata di modelli e un assortimento delle taglie incompleto. In questo caso il lotto rischia di assomigliare più a una raccolta di rimanenze che a uno stock strutturato.

Diverso è il caso di una rimanenza proveniente da un produttore o da un distributore. Anche con quantità simili, la merce potrebbe essere composta da pochi modelli con assortimenti più regolari e quindi risultare più facilmente commerciabile.

Il rapporto tra quantità e stagioni

Nel settore moda ogni anno commerciale è normalmente suddiviso in due stagioni principali:

  • Primavera / Estate
  • Autunno / Inverno

Quando il numero di pezzi aumenta, spesso aumenta anche il numero di stagioni presenti all’interno dello stock.

Questo può generare un vantaggio e uno svantaggio allo stesso tempo.

Da un lato la maggiore quantità offre normalmente più scelta, maggiore assortimento e maggiori possibilità di vendita.

Dall’altro lato la presenza di merce più datata introduce il cosiddetto fattore moda, cioè la perdita di attrattività commerciale dovuta al passare del tempo.

Perché l’anzianità della merce è importante

Non tutta la merce perde valore allo stesso modo.

Esistono prodotti relativamente continuativi che mantengono interesse commerciale più a lungo. Altri articoli, invece, risentono fortemente delle mode e delle tendenze stagionali.

In generale, più aumenta l’età dello stock e più diminuiscono i potenziali canali di vendita disponibili.

Per questo motivo la presenza di merce recente rappresenta sempre un elemento positivo durante una valutazione.

Le differenze tra stock di negozio e stock aziendale

La provenienza della merce è uno degli aspetti più importanti.

Uno stock proveniente da un negozio nasce generalmente dall’invenduto accumulato durante una o più stagioni di vendita.

Uno stock proveniente da un’azienda può invece derivare da:

  • esuberi di produzione;
  • ordini annullati;
  • ordini non ritirati;
  • cambi di collezione;
  • chiusure di linee produttive.

In questi casi la merce tende ad avere caratteristiche più favorevoli sotto il profilo commerciale, poiché spesso presenta quantità più elevate e assortimenti più regolari.

Il peso dei marchi e del segmento qualitativo

Anche marchi e posizionamento incidono sulla valutazione.

Un lotto composto da marchi conosciuti può beneficiare di una maggiore riconoscibilità sul mercato.

Allo stesso modo non è possibile confrontare direttamente prodotti appartenenti a segmenti differenti.

Un capo sartoriale, un prodotto medio-fine e un articolo fast fashion seguono logiche commerciali completamente diverse e si rivolgono a mercati differenti.

Per questo motivo il valore di uno stock non può essere determinato osservando esclusivamente il numero dei pezzi disponibili.

Capi estivi e capi invernali

La stagionalità influenza anche il valore intrinseco della merce.

In molti casi la produzione di capi invernali richiede materiali più costosi, lavorazioni più complesse e un impiego maggiore di tessuti e accessori.

Di conseguenza anche il valore commerciale delle rimanenze invernali tende spesso a essere superiore rispetto a quello di prodotti estivi equivalenti.

Naturalmente ogni valutazione deve essere contestualizzata al mercato e al periodo dell’anno in cui la merce viene proposta.

Tessuti, filati e qualità del prodotto

La composizione del prodotto rappresenta un ulteriore elemento di valutazione.

Tessuti, filati, accessori, finiture e qualità generale della confezione incidono direttamente sulle possibilità di ricollocamento della merce.

Materiali più ricercati consentono generalmente di intercettare canali commerciali differenti rispetto a prodotti di fascia più economica.

Vestibilità, genere e mercato

Esistono poi fattori più difficili da misurare.

La vestibilità di un capo, il genere della collezione, il design e il livello di attualità del prodotto possono influenzare notevolmente il potenziale interesse degli acquirenti.

Si tratta di aspetti che richiedono esperienza diretta e che raramente possono essere valutati attraverso un semplice inventario.

Non conta solo il prodotto

Finora abbiamo parlato della merce.

Ma una valutazione professionale non riguarda soltanto il prodotto.

Conta anche chi acquista.

Ogni operatore dispone infatti di una propria rete commerciale, di propri clienti, di un proprio magazzino e di specifici canali di distribuzione.

Uno stock che può risultare interessante per un determinato acquirente potrebbe non esserlo per un altro.

Per questo motivo la valutazione finale nasce sempre dall’incontro tra le caratteristiche della merce e le possibilità concrete di collocamento sul mercato.

Conclusione

Valutare uno stock di abbigliamento o di altri prodotti significa analizzare contemporaneamente numerosi elementi: quantità, provenienza, stagionalità, assortimento, anzianità della merce, marchi, qualità dei prodotti e potenziale commerciale.

Non esiste una formula universale valida per tutti i casi.

Ogni stock presenta caratteristiche proprie e richiede una valutazione specifica, basata sia sulle qualità della merce sia sulle reali opportunità di vendita disponibili sul mercato.

Simula una valutazione preliminare dello stock

Nel corso dell’articolo abbiamo visto come la valutazione di una rimanenza di magazzino dipenda da numerosi elementi: quantità disponibili, provenienza della merce, assortimento delle taglie, stagionalità, anzianità dello stock, marchi presenti e segmento qualitativo del prodotto.

Per mostrare in modo pratico come questi fattori possano incidere sulla commerciabilità di uno stock, abbiamo realizzato uno strumento che consente di effettuare una simulazione preliminare basata su alcuni dei principali criteri utilizzati nella valutazione di una rimanenza di magazzino.

Il risultato non rappresenta una quotazione commerciale né un’offerta di acquisto, ma permette di comprendere meglio quali caratteristiche possono rendere uno stock più o meno interessante dal punto di vista commerciale.

Accedi al valutatore preliminare dello stock

Domande frequenti

Quali informazioni devo preparare per una valutazione dello stock?

Per ottenere una prima valutazione sono normalmente utili quantità, tipologia dei prodotti, stagione della merce, eventuali marchi presenti e alcune fotografie rappresentative dello stock.

È meglio inviare un inventario o delle fotografie?

L’ideale è fornire entrambi. L’inventario aiuta a comprendere quantità e assortimento, mentre le fotografie permettono di valutare rapidamente stile, qualità e stato generale della merce.

Posso richiedere una valutazione anche se non conosco il valore di acquisto della merce?

Sì. Il valore di acquisto originario può essere utile, ma non è indispensabile per effettuare una prima analisi della commerciabilità dello stock.

Uno stock composto da più categorie di prodotti è più difficile da valutare?

Non necessariamente. Tuttavia la presenza di categorie molto diverse tra loro richiede spesso un’analisi più approfondita delle possibilità di vendita e dei canali di distribuzione disponibili.

Quanto tempo serve per una valutazione preliminare?

Non esiste una tempistica uguale per tutti i casi. In generale, più complete sono le informazioni e le fotografie fornite, più rapidamente è possibile effettuare una prima analisi dello stock.

La valutazione preliminare corrisponde a un’offerta di acquisto?

No. Una valutazione preliminare serve a comprendere il potenziale interesse commerciale dello stock e non rappresenta automaticamente una proposta economica.

Perché uno stock interessante per un acquirente può non esserlo per un altro?

Perché ogni operatore dispone di clienti, mercati e canali di vendita differenti. La stessa merce può quindi avere livelli di interesse diversi a seconda dell’acquirente.

Articoli simili