Scaffali ed espositori di un negozio di intimo con calze, collant e biancheria confezionati

Chiusura negozio di intimo: come valutiamo lo stock senza inventario

Quando si cessa l’attività, la merce rimasta in negozio e in magazzino comprende spesso moltissimi articoli. In un negozio di intimo e merceria è quasi la regola: collant, calze, slip, canottiere e tanti piccoli articoli che, pezzo dopo pezzo, diventano migliaia.

Contarli tutti è difficile, a volte impossibile. Eppure, per vendere lo stock a uno stocchista, la domanda arriva sempre: quanti pezzi sono? Partiamo da un caso reale che abbiamo seguito di recente in Umbria: è il modo più chiaro per spiegare perché le quantità dichiarate non sempre corrispondono alla merce effettivamente disponibile, e come arriviamo comunque a una valutazione.

Un caso reale: uno stock di intimo vicino a Perugia

Di recente abbiamo ritirato in Umbria uno stock di intimo.

La venditrice gestiva un negozio in una piccola località vicino a Perugia e aveva deciso di cessare l’attività. Su nostra richiesta, ci aveva fornito per tempo informazioni e fotografie della merce che intendeva cedere.

Nel negozio c’era anche la merceria: il classico espositore delle spagnolette, insieme ad altri articoli, era riuscita a venderlo separatamente a un suo conoscente che aveva un negozio simile. Lo stock che restava da cedere comprendeva quindi l’intimo e l’abbigliamento.

Scatola piena di spagnolette colorate della merceria del negozio
La merceria del negozio: centinaia di spagnolette, vendute a parte prima della cessione dello stock.

Passati diversi giorni, conclusa la svendita, era stata costretta a liberare il negozio e a immagazzinare la merce altrove. Aveva messo tutti gli articoli dentro grandi sacchi neri.

Merce chiusa in sacchi neri accanto alle scaffalature smontate del negozio
La merce come l’abbiamo trovata alla visita: chiusa in grandi sacchi neri, accanto alle scaffalature del negozio già smontate.

Quando le avevamo chiesto di darci un’idea delle quantità, ci aveva indicato un totale di circa 3.500 pezzi, tutto incluso. Chiaramente non li aveva contati, e non avrebbe potuto farlo: era il numero che, secondo lei, si avvicinava di più al totale.

Esaminando le fotografie e analizzando le voci per singola tipologia di prodotto, abbiamo subito rilevato delle discrepanze. Guardando dentro i sacchi, non si riusciva a giustificare un numero così elevato.

Come abbiamo formulato l’offerta

Al momento della valutazione finale, quel numero non l’abbiamo nemmeno preso in considerazione. La merce era impossibile da contare, quindi abbiamo preferito fare un’offerta sulla base di quello che vedevamo.

L’offerta l’abbiamo fatta, come sempre, prima di iniziare a caricare. È stata accettata subito e abbiamo concluso l’acquisto.

Il confronto, a merce caricata

Una volta caricata e pagata la merce, ci siamo fermati a parlare con la venditrice. Le abbiamo chiesto quante pensasse che fossero davvero le quantità, senza fare riferimento ai 3.500 pezzi, per confrontare la sua idea con la nostra valutazione.

I numeri coincidevano, ed erano di gran lunga inferiori a quelli iniziali, in particolare per l’intimo da donna e da uomo.

Probabilmente, mettendo la merce rimasta nei sacchi, lei stessa si era fatta un’idea più vicina alla realtà. Ed è stato importante, perché le ha permesso di capire la nostra offerta.

Perché in un negozio di intimo è così difficile contare la merce

Il caso di Perugia non è un’eccezione. La merce esposta in negozio, in qualche modo, si riesce a quantificare. Il magazzino è un’altra storia: conserva articoli che non sono più in vendita e che spesso non sono stati messi in vendita nemmeno durante la svendita finale.

Nell’intimo il problema è ancora più evidente. I collant, per esempio, sono di solito molto numerosi, e lo stesso vale per tanti altri articoli piccoli e difficili da quantificare.

Per un negoziante, più che per un’azienda, avere un inventario aggiornato della merce rimasta è molto problematico. Il più delle volte ci si affida all’esperienza di chi ha gestito il negozio per avere un’idea di quanti pezzi compongano lo stock.

I due errori più comuni

Nella nostra esperienza, quando la merce non può essere contata, si ripetono spesso due errori:

  • quantificare la merce: il numero di pezzi indicato è spesso molto diverso da quello reale;
  • calcolarne il valore al prezzo di costo: rimane difficile per la grande quantità di articoli.

A cosa servono comunque i numeri del venditore

Anche se approssimativi, i dati che ci fornisce il venditore sono importanti. Quantità indicative, tipologie di articoli e fotografie ci servono per dare una stima a spanne di quella che potrebbe essere la valutazione finale, e per capire se ci sono le condizioni per proseguire la trattativa.

La valutazione vera, però, si fa sul posto, guardando la merce.

Perché conviene chiudere la trattativa con la merce sugli scaffali

Per questo motivo consigliamo sempre di concludere la trattativa con la merce ancora sugli scaffali. Il caso dei sacchi neri lo dimostra: quando ci troviamo a dover esaminare la merce dentro gli scatoloni o dentro le buste, il discorso si fa difficile. Non si vede l’assortimento, non si riesce a capire le quantità e ogni valutazione diventa più incerta.

È un passaggio delicato, e cerchiamo di gestirlo al meglio insieme al venditore: in questa fase ogni incomprensione può far fallire una trattativa. Per organizzarsi per tempo può essere utile anche la nostra guida su come gestire la liquidazione e il ritiro totale della merce.

Cosa consigliamo a chi deve chiudere un negozio di intimo e merceria

  • Contattaci prima della fine della svendita, quando la merce è ancora esposta.
  • Non preoccuparti di contare tutto: indica un numero approssimativo e mandaci fotografie divise per tipologia di prodotto.
  • Se puoi, non inscatolare e non insacchettare la merce prima dell’accordo: sugli scaffali si valuta meglio e più rapidamente.
  • Considera la stima delle quantità come un punto di partenza, non come un dato su cui costruire il prezzo.

Qualunque problema emerga durante la valutazione lo discutiamo prima con il venditore. La nostra trattativa è trasparente e le offerte sono motivate da ciò che riscontriamo sulla merce.

Domande frequenti

Devo contare tutta la merce prima di contattarvi?

No. Una quantità indicativa e alcune fotografie, divise per tipologia di prodotto, sono sufficienti per iniziare.

Cosa succede se le quantità che ho indicato non sono corrette?

Capita spesso, soprattutto quando la merce non si può contare. L’offerta finale la facciamo sulla base di ciò che vediamo sul posto e, se riscontriamo differenze, le discutiamo con te prima di formularla.

L’offerta viene fatta prima del carico?

Sì. Facciamo sempre l’offerta prima di iniziare a caricare la merce.

La merce già chiusa in scatoloni o sacchi si può valutare?

Sì, ma la valutazione è più difficile e meno precisa. Per questo consigliamo di concludere la trattativa con la merce ancora sugli scaffali.

Hai intimo o merceria da vendere per chiusura dell’attività?

Non serve un inventario: mandaci una quantità indicativa e alcune foto della merce. Ti diamo una prima risposta entro 24-48 ore e, se ci sono le condizioni, fissiamo un appuntamento per vedere la merce, meglio se ancora sugli scaffali.

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