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Come fatturare una vendita di stock e rimanenze di magazzino

La cessione in blocco di surplus, ordini non consegnati o rimanenze non ha una disciplina fiscale autonoma: valgono le stesse regole di qualsiasi cessione di beni. Questa guida si concentra su descrizione e quantità in fattura e sul DDT, con i riferimenti normativi essenziali.

Adempimenti fiscali: cosa dice la legge

Per ogni operazione imponibile il cedente emette fattura (art. 21, comma 1, D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633). Il documento deve contenere, tra gli altri elementi obbligatori:

Non servono diciture speciali solo perché la merce è venduta a stock. L’attenzione va sulla descrizione e sulla quantità, soprattutto quando il lotto è eterogeneo.

La vendita in blocco ha base civilistica nell’art. 1377 c.c. (massa di cose): le parti possono pattuire un corrispettivo forfettario per l’intero lotto. La fattura resta comunque disciplinata dall’art. 21, che non prevede eccezioni per lo stock.

Nota. Il contenuto di questa pagina ha finalità informativa. Per casi specifici è opportuno rivolgersi al proprio commercialista o consulente fiscale.

Descrizione e quantità: due campi distinti

L’art. 21, comma 2, lett. g) richiede natura, qualità e quantità. In fattura elettronica e nei gestionali corrispondono a campi diversi:

Il termine «qualità» in questo contesto non indica necessariamente «prima scelta» o «alta moda»: serve a precisare la tipologia e le caratteristiche della merce ceduta.

Due modi operativi per compilare fattura e DDT

Nella prassi delle cessioni in blocco si usano due impostazioni coerenti. In entrambi i casi il DDT va redatto prima con le stesse quantità e la stessa descrizione merceologica; la fattura riprende i dati del trasporto.

1. Riga unica — lotto omogeneo

Una sola riga. La quantità è il totale dei pezzi contati al carico. Il prezzo unitario è la ripartizione contabile del forfait (corrispettivo pattuito ÷ numero pezzi). La descrizione indica natura e qualità, senza inserire il conteggio nel testo.

2. Più righe — suddivisione per macro-categoria

Più righe (es. pantaloni, giacche, maglieria), ciascuna con la propria quantità in colonna. Utile quando si vuole una micro-suddivisione quantitativa senza entrare nel dettaglio modello/taglia/codice articolo. Il prezzo unitario resta uguale su tutte le righe (stessa ripartizione del forfait).

Stock o vendita commerciale? Se in fattura i prezzi unitari differiscono per categoria o per riga, l’operazione non è più documentata come cessione in blocco a forfait, ma come vendita commerciale ordinaria, anche se la merce proviene da rimanenze di magazzino.

Esempi di descrizione (natura e qualità)

La formulazione dipende dalla composizione reale dello stock. Non servono diciture generiche («merce varia»). Alcuni esempi difendibili:

Stock abbastanza omogeneo Capi di abbigliamento uomo e donna, varie stagioni, total look, composizioni come da etichette.
Stock più misto Capi di abbigliamento vari uomo, donna e bambino (gonne, pantaloni, maglieria, capispalla e accessori assortiti), composizioni come da etichette.
Con inventario o DDT di supporto Capi di abbigliamento uomo e donna assortiti per tipologia, come da DDT n. … del … / come da distinta di carico allegata; composizioni come da etichette.

Il venditore sceglie il livello di dettaglio in base allo stock. L’inventario o la distinta di carico — quando esistono — elencano colli, peso e totale pezzi; non devono diventare un listino analitico da negozio al dettaglio.

Il DDT: stessi criteri della fattura

Il documento di trasporto è disciplinato dall’art. 1, comma 3, D.P.R. 14 agosto 1996, n. 472, che richiede:

Per le merci ordinarie il DDT non è sempre obbligatorio in ogni fase, ma è necessario se si usa la fatturazione differita prevista dall’art. 21, comma 4, lett. a), D.P.R. 633/1972 (fattura entro il 15 del mese successivo, con richiamo al DDT). Resta comunque utile per documentare il trasporto e allineare fattura, consegna e pagamento.

La descrizione sul DDT può coincidere con quella in fattura; le quantità devono corrispondere. In fattura elettronica il collegamento avviene nel blocco DatiDDT (numero e data del documento di trasporto).

Fattura immediata o differita

Cosa conservare insieme alla fattura

Per le cessioni in blocco conviene conservare un fascicolo allineato (art. 39, comma 3, D.P.R. 633/1972 per la documentazione collegata):

  1. fattura elettronica;
  2. DDT controfirmato per presa in carico e consegna;
  3. distinta di carico o packing list (totale pezzi, colli, macro-tipologia);
  4. tracciabilità del pagamento (es. bonifico con causale che richiama la fattura).

Il DDT è anche idoneo, ai sensi dell’art. 1, comma 3, D.P.R. 472/1996, a superare le presunzioni di cui all’art. 53, D.P.R. 633/1972.

In sintesi

Riferimenti normativi

Per la valutazione commerciale dello stock e le fasi di ritiro, vedi anche Come funziona e Come si valuta uno stock di abbigliamento.

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